Valthar Thromund
Character

Valthar Thromund

Goliath, Cleric, Lawful Neutral

Description

Un Goliath grosso, trasandato e quasi sempre stanco. Porta ancora addosso ciò che resta della sua vita da soldato e da chierico, ma senza alcuna cura particolare: equipaggiamento usurato, abiti sporchi, odore di birra e l’aria di uno che dorme dove capita.

Non ha mai formalmente abbandonato il sacerdozio, ma da tempo nessuno sa bene dove sia finito. Lo si può incontrare in qualche bettola poco raccomandabile o aggregato temporaneamente a una banda mercenaria, purché paghino abbastanza fino al prossimo ingaggio.

Backstory

Un tempo era un soldato e un devoto chierico di Kossuth. Ne parla spesso, della guerra, e dopo qualche birra può diventare più cupo.

«La guerra», sostiene, «un tempo era magnifica e terribile. Oggi è terribile e squallida.»

Nessuno sa mai bene quanto faccia sul serio.

Durante il conflitto vide morire uno dopo l’altro tutti i suoi compagni, mentre lui continuava inspiegabilmente a sopravvivere. È da allora che sostiene che gli Dèi l'abbiano abbandonato. Tutti i suoi compagni sono morti, e lui solo è sopravvissuto... che altra prova volete?

Non ha mai rinunciato ufficialmente al proprio ruolo di chierico e i suoi poteri continuano inspiegabilmente a funzionare. Non considera questo un problema particolare: quando un incantesimo riesce, parla di fortuna, coincidenze o semplice caso. Quando qualcosa va male, invece, la spiegazione è immediata: gli dèi non lo ascoltano più.

Da anni vive senza una vera destinazione. Accetta piccoli lavori, spesso ai margini della legalità, si aggrega a mercenari quando serve una lama e talvolta viene pagato da viandanti curiosi per raccontare vecchie storie di guerra.

Quasi tutto ciò che guadagna finisce in alcool.

Personality

È burbero, fatalista e ancora profondamente segnato dalla disciplina militare. Può ubriacarsi fino a dormire sotto un tavolo, ma tende comunque a rispettare una parola data, e i postumi non sembrano impedirgli di lavorare... o di bere ancora.

Racconta continuamente aneddoti di guerra. Non è sempre possibile capire quando scherza e quando parla sul serio. Ha sviluppato una sorta di superstizione religiosa rovesciata: ogni disgrazia è una prova dell’abbandono divino, mentre ogni evento positivo è semplicemente casuale.

Se un incantesimo riesce: «Fortuna.» Se qualcuno sopravvive grazie alle sue cure: «Era messo meno male di quanto sembrasse.» Se la spada prende fuoco: «È una cosa da Goliath.» Se un nemico viene accidentalmente bruciato prima di poter essere interrogato: «Ecco. Vedete? Gli dèi mi hanno abbandonato. È morto prima di parlare.»

La sua teoria sul mondo è, in fondo, estremamente semplice: gli dèi hanno preso tutti gli uomini con cui avrebbe voluto morire e hanno lasciato indietro proprio lui. E da allora ogni giornata trascorsa ancora vivo gli sembra un’ulteriore conferma... e se non trovi risposta alla domanda, un paio di birre te la fanno dimenticare.

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Valthar Thromund